Io sono un uomo libero

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Abbiamo deciso di pubblicare questa email che ci è giunta in forma anonima e con la sola richiesta di ripubblicazione.

Ci è sembrata una lettura che meritava di essere condivisa, soprattutto in questo periodo importante per il processo di “riabilitazione” che sta avendo la cannabis in tutto il mondo (e speriamo a breve anche in Italia)

Buona lettura

Lo staff di MarijuanaOnline.it

 

Io sono un uomo libero, come tutti gli altri 7 miliardi dei miei fratelli.
Ma è ben noto a tutti che la Libertà individuale finisce quando va ad intaccare la Libertà altrui.

Proprio per questo – in nome della mia e dell’altrui Libertà – ho deciso di coltivare da me stesso e per me stesso la cannabis a scopo ricreativo: in primis perché essendo uomo libero decido da me stesso e non permetto che siano altri a decidere i vizi che preferisco concedermi; e in secondo luogo perché penso non sia giusto andare a ledere la Libertà altrui: ho iniziato a coltivare le mie piante per non fumare l’erba sporca di sangue e corruzione che gira per le strade, ho iniziato a coltivare le mie piante per non andare a finanziare gente che, avida di soldi, pur di immettere questi fiori e altre droghe nel mercato nero – creato dal proibizionismo – non si fa scrupoli, arrivando a schiavizzare gente per la coltivazione e la distribuzione, e certamente non si fa scrupoli ad uccidere piuttosto che vedere il suo patrimonio gonfiarsi di soldi, soldi sporchi di sangue.
Ho iniziato a coltivare le mie piante per poter avere un prodotto pulito che non venga tagliato da gente senza scrupoli che vuole arricchirsi a discapito della mia salute.

Ho iniziato a coltivare le mie piante perchè non voglio avere le mani sporche di sangue e di corruzione. Ho iniziato a coltivare le mie piante in nome della mia e dell’altrui Libertà.

Da poco ho conosciuto un ragazzo la cui madre è ammalata di tumore da più di un decennio. Questa povera signora è sotto chemioterapia da quando le è stato diagnosticato il tumore, e per quasi tutto il periodo della malattia ha vissuto combattendo ogni giorno il cancro senza aver le forze di uscire di casa per vedere le sue amiche, per andare al mercato o semplicemente per godersi una giornata di sole all’aperto.
Per quasi tutto il periodo della sua malattia ha combattuto per riavere indietro la sua vecchia vita.
Ciò è accaduto quando il figlio le ha fatto provare ad inalare cannabis vaporizzata, che, come mi ha raccontato lei stessa, la aiuta a mangiare, riposare bene e farle passare la nausea.
Questa signora ha riavuto indietro la sua vecchia vita e nonostante continui tuttora a combattere la malattia, la combatte con un sorriso, felice di poter uscire nuovamente con le sue amiche o godersi una passeggiata al sole con suo marito.
Ha iniziato a coltivare la cannabis medica per alleviare il dolore senza avere effetti collaterali che altri farmaci producono.
Ha iniziato a coltivare la cannabis per tornare ad essere libera.
Come questa signora ci sono innumerevoli esempi di gente che ha riavuto indietro la sua vecchia vita, precedentemente negata dalla malattia, grazie alla cannabis terapeutica (alta in contenuto del principio attivo CBD).

Recenti ricerche hanno comprovato che questa varietà della pianta si è dimostrata efficace come i farmaci tradizionali, se non più efficace di questi, e senza neanche alcun effetto collaterale, per numerose malattie che affliggono l’uomo del XXI secolo, come ad esempio: epilessia, sclerosi multipla, asma, glaucoma, nausea e inappetenza dati dai farmaci usati per la chemioterapia, disordini intestinali e cardiovascolari, ictus, Alzheimer, sindrome di Tourette, infiammazioni, stress, anoressia, insonnia, diabete e Parkinson.

Con che coraggio si dà ragione alle lobby farmaceutiche piuttosto che ai malati di queste malattie? Con che coraggio si può lasciare un malato che già soffre per la sua malattia in balia di farmaci sintetici con noti effetti collaterali piuttosto che una cura naturale derivante da una pianta che non produce ricadute negative sull’individuo?

Io sono un uomo libero non solo perché lo affermano ipocritamente tutte le costituzioni dei paesi più “avanzati” – e dico proprio ipocritamente poiché nonostante dichiarino questo naturale e innato diritto alla Libertà individuale non lo rispettano: perché ci è permesso di viziarci con alcol e sigarette e non con la cannabis, solo per fare un esempio? Questa a casa mia si chiama limitazione della Libertà, ed essendo limitata non si può più definire tale!- ma soprattutto sono un uomo libero perché credo profondamente di essere un uomo libero.

E da uomo libero ammetto che preferisco di gran lunga la mia cannabis coltivata da me stesso e per me stesso ad altre droghe, anche legali – che appunto per il fatto di essere legali l’opinione comune non le considera neanche droghe, e ciò è pericolosissimo e dannosissimo  non solo per gli individui che ne fanno uso ma anche per il prossimo: quanti morti in incidenti causati da alcol ci sono ogni anno? Secondo la mia modesta opinione se la gente fosse messa a conoscenza  -e l’istruzione anche in questo campo è indubbiamente uno dei compiti primi dello Stato-  di quali siano i reali rischi dovuti all’assunzione delle varie droghe  -legali o per ora illegali-, non solo questi incidenti stradali si ridurrebbero drasticamente ma soprattutto la gente potrebbe scegliere di viziarsi con droghe più “salutari” o, se scegliesse altre droghe, almeno saprebbe perfettamente a cosa va in contro.

L’istruzione è ciò che c’è di più importante in un Paese.

E adesso mi rivolgo direttamente a coloro che leggeranno questa lettera: leggete e informatevi più che potete, la conoscenza è l’ “arma” più potente che un uomo possa avere dalla sua, e non credete a tutto ciò che vi viene propinato -anche questa stessa lettera potrebbe esser fondata su menzogne, che ne sapete? Fate crescere dentro di voi un visione oggettivamente critica leggendo e informandovi più che potete.

La visione odierna generale sulla pianta di canapa è stata creata dalla collaborazione di ricchi industriali d’oltreoceano che vedevano nella canapa l’avversario numero uno da combattere per potersi arricchire ancora e ancora di più: Rockefeller con i suoi pozzi petroliferi temeva il bioetanolo prodotto dalla canapa, Dupont che aveva da poco sintetizzato il nylon nei suoi laboratori voleva sbaragliare la concorrenza delle fibre naturali prodotte da questa pianta, come Hearst che possedeva le risorse boschive più ingenti del Nord America e innumerevoli testate giornalistiche. Proprio grazie ai quotidiani di quest ultimo crearono una disinformazione tale da indurre tutto il mondo verso il proibizionismo e contro la guerra alla droga -che ricordiamo uccide ogni anno migliaia e migliaia di persone.

Ma perché temevano a tal punto la canapa? Semplice: perché non avrebbero avuto il monopolio e soprattutto perché è una pianta che chiunque può coltivare, ed è tra quelle che produce più biomassa annualmente e sfruttabile in ogni campo: dal tessile, alla bioedilizia, alla produzione di carta, plastica, cosmetici, biocarburante, alimenti ricchi di nutrimenti, farmaci solo per nominarne qualcuno.

Anche come droga non è male -ed in particolare su questo vi invito ad informarvi: al contrario di ciò che la gente generalmente pensa solo l’LSD e l’Extasy (tra le più note) creano meno dipendenza dei fiori di cannabis, mentre per danno fisico è imbattibile, soprattutto se non tagliata.

Per quanto riguarda il tabacco, esso induce a una dipendenza vicina a quella della cocaina, mentre l’alcol a quella dei barbiturici o delle benzodiazepine.

Ed è proprio perché ci tengo alla mia salute, ma non solo per questo, che preferisco i miei divini fiori di cannabis ad altre droghe impostemi dall’alto, come ad esempio il tabacco che, essendo controllato da lobby avide di soldi che fanno di un possibile piacere un’incontrollabile dipendenza, è pieno di innumerevoli sostanze tossiche non solo per conservare meglio la sigaretta ma soprattutto per indurre il cliente verso il loro giogo: queste lobby intaccano la libertà altrui uccidendo ogni anno 5,5 milioni di persone, paragonabile a un olocausto annuale! O come l’alcol che inducendo al suo stato di ebrezza fa perdere il controllo su se stessi e di conseguenza – per quanto mi riguarda – fa perdere anche la propria Libertà.

Ma io non sono al mondo per giudicare cosa gli altri possano o non possano fare, e neanche ho il diritto di imporglielo perché come io sono al mondo da uomo libero, liberi sono tutti gli altri miei fratelli di fare ciò che vogliono, finché non ledono la libertà del prossimo.

Siamo milioni gli italiani che ogni mese fanno uso di cannabis: non siamo liberi anche noi di fare ciò che più ci piace della NOSTRA vita? Non siamo liberi anche noi, come quelli a cui piace bere, di poter usufruire di un prodotto che non sia tagliato da gente senza scrupoli con una miriade di sostanze tossiche, un prodotto pulito, controllato e tassato, un prodotto che non sia sporco di sangue e corruzione? Non siamo liberi di curarci con un prodotto senza effetti collaterali? Oppure dobbiamo continuare ad essere perseguiti dalla legge perché ci piace qualcosa di diverso o ci curiamo attraverso ciò che la medicina moderna reputa “alternativo”, qualcosa che è stato proibito da pochi industriali quasi 100 anni fa? Non siamo liberi di coltivarci una PIANTA creata da Madre Natura, se lo desideriamo?

In nome della Libertà che da secoli ci è stata promessa e mai ci è stata data, invito lo Stato a rivalutare questo tema, e soprattutto lo invito a fornire a noi cittadini una più completa istruzione a riguardo affinché ognuno sia libero di scegliere di viziarsi come meglio crede.

In nome della Libertà,
un uomo libero.

 

All’interno di questa lettera c’è una frase che tutti dovrebbero tenere a mente:

Condividetela, perché l’informazione è veramente l’arma più potente che esista.

E voi che ne pensate? Condividete le parole di Uomo Libero o avete opinioni diverse?

io sono un uomo libero

1 Comment

  1. Catena

    29 febbraio 2016 at 12:04

    Vorrei conoscere quest uomo libero. Vorrei essere libera anch’io, anche se tra 2 settimane sarò “obbligata volontariamente” a sottopormi ad un colloquio con un’assistente sociale solo perché due anni fa feci il dannato errore di confezionare uno spinello fuori di casa. La quantità di marijuana era talmente esimia che non la scrissero nemmeno sul verbale. Ed eccomi qui, dopo due anni, in attesa di essere guardata e giudicata come una tossicodipentente, o come una criminale. Che mondo strano. L’uomo libero non dovrebbe restare anonimo, anche se capisco le sue ragioni, ma anzi dovrebbe aprire le menti di chi ancora non sa di essere libero, ma questo significa mettere a rischio la propria libertà per qualcosa che, fondamentelmente, non ci lascia libertà. Amo l’Italia, ma amo anche la mia libertà. E quando farò quel maledetto colloquio, farò di tutto per fargli capire che i criminali sono altri, e non chi al posto di bere birra o tirarsi pasticche e strisce, preferisce passare il suo tempo in maniera diversa. Avevo anche curato i miei problemi con l’ansia, ma da quel giorno, da quando i carabinieri ci vennero praticamente addosso, ho più paura di prima. Chi devo incolpare per tutto questo? Gli uomini con i soldi, “liberi” di giocare con noi? O me stessa? per non saper reagire come si deve? Fa piacere che al mondo c’è gente come me, e come l’uomo libero. Se solo però si facessero sentire, non mi sentirei così sola, o altri come noi non sarebbero costretti a sentirsi le catene alle caviglie, per uno stato che da da mangiare alla mafia ed uccide gli innocenti. Tutto questo deve cambiare.
    Ho approfittato inoltre degli articoli in questo sito per informarmi sul grado di “gravità” della mia azione. Avrebbero anche potuto chiudere un occhio. Ma le forze dell’ordine non hanno diritto di parola, o devono semplicemente obbedire allo stato padrone, nonostante percepiscano un misero stipendio e rischiano la vita quasi ogni giorno? Quante domande, mi sono dilungata. Avrei voluto solo fare i complimenti per la lettera. Buona giornata e pace a tutti noi.

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